Il mio viaggio nelle cucine del mondo…

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In viaggio con Gio': Nicoletta Rondinella

Quando mi hai chiesto di scrivere di viaggi, di cibo e passioni, ho subito pensato a citare una frase che ho fatto mia:
“COME MOLTI VIAGGIATORI HO VISTO PIÙ DI QUANTO RICORDI E RICORDO PIÙ DI QUANTO HO VISTO”.
Quindi eccomi qui a raccontarti il mio viaggio nelle cucine del mondo.

Ho avuto la fortuna di avere un papà che ha sempre amato viaggiare e sin da bambini ci ha portato in giro per il mondo trasmettendomi cosi la sua passione.
Appena laureata ho subito cercato un lavoro che mi permettesse di viaggiare…lo volevo, lo desideravo e l’ho realizzato.

Nel 2000 ho iniziato a lavorare come architetto per gli allestimenti di Stand e mostre internazionali. Grazie a questo lavoro ho viaggiato tanto, dall’Europa all’Asia, all’Africa, all’America. Ho viaggiato spesso da sola e questa cosa è stata una grande opportunità per me, permettendomi di gestire il tempo e il modo di viaggiare come meglio credessi.  Avendo da sempre anche la passione per il cibo e una grande curiosità per tutto quello che mi circonda, ho iniziato ad approfittare dell’opportunità di essere sempre in viaggio per lavoro, per conoscere più da vicino le tradizioni culinarie dei popoli che stavo visitando. Sono dell’idea che un paese va conosciuto soprattutto attraverso il suo cibo e le sue tradizioni.

Il mio viaggio nelle cucine del mondo

Il viaggio che mi ha colpita di più è stato quello in India dove ho mangiato ovunque, dai banchetti per strada, che oggi chiamiamo street food, alla mensa dell’Ashram di Sai Baba fino ai migliori ristoranti di Bangalore e New Delhi. Ho sempre chiesto, con simpatia e gentilezza, di poter entrare nelle loro cucine per carpire segreti e consigli. Lì ho capito che per gli indiani il cibo è sacro e anche il modo di mangiare per loro è un culto, il modo in cui loro accompagnano il cibo con le mani alla bocca è una vera ARTE. Io ne sono rimasta affascinata!

Ricordo come ieri, quando per curiosità sono voluta andare in visita all’Ashram di Sai Baba a Puttaparthi, si trovava non molto lontano da dove stessi lavorando e mi sembrava doveroso soddisfare la mia curiosità. Le donne in cucina, collaboravano tutte, sia per cucinare che per sistemare la cucina. Ho chiesto loro di poter entrare in cucina, per osservare il modo sapiente con il quale lavorano e utilizzano le spezie. Hanno una consapevolezza unica dell’utilizzo di queste polveri magiche…che sapute usare nelle quantità e nei modi giusti rendono i piatti speciali.

E ancora due anni fa in Marocco a Marrakech, dove ho addirittura fatto la spesa insieme al proprietario del Riad dove alloggiavo e ho cucinato con lui alcuni piatti marocchini da poter servire agli ospiti della struttura.  È stata una serata indimenticabile.

 

A Trapani l’anno scorso ho cucinato insieme ad un altro architetto siciliano appassionato anche lui di cucina, per ben 80 persone, in una gara Napoli VS Trapani, facendo conoscere l’architettura delle due terre attraverso la cucina…

Spesso in viaggio, in giro per il mar Tirreno, in barca a vela,mi capita di cucinare anche per gli ospiti dei charter della società turistica di mio marito (Ricciardi Yacht), cucinando quello che peschiamo.

La casetta di Nicoletta…

Inutile dire che da ogni viaggio ritorno sempre carica di prodotti locali, comprati ai mercati o nei negozi specializzati…è un viaggiare profumati e pieni di colore.
Ed è proprio tutto questo amore per il cibo, la sua COMPOSIZIONE nei piatti, così come un progetto di architettura, che mi ha portata a voler raccontare di cibo attraverso la mia pagina di Instagram e FB: “LA CASETTA DI NICOLETTA”.

Queste pagine sono il luogo dove cerco di trasmettere le mie emozioni attraverso le cose che cucino, le verdure che coltivo, le erbe spontanee che raccolgo, la natura che mi circonda. I miei piatti parlano di me, di quanto amore ci può essere negli alimenti che scegliamo per comporre un piatto e di quanta felicità può provocare la sua creazione. Ogni alimento che utilizzo ha una storia da raccontare…come nasce, come viene cresciuto, amato e come con altrettanto amore viene utilizzato e valorizzato in cucina.

In verità esistono due realtà della casetta che convivono pacificamente, una è quella Napoletana, dove coltivo il mio orto sul mare a Posillipo e l’altra è in Abruzzo.


Anche l’Abruzzo è nato con un viaggio di lavoro, dovevo ristrutturare casa di un’amica e curiosando per quel territorio magnifico ho scoperto Cansano, un piccolo paesino, ai piedi della Majella. A Cansano però poi ci ho messo radici, ho ristrutturato una vecchia stalla trasformandola in una calda e accogliente casa…il nostro rifugio. Lì ho imparato a conoscere la montagna e tutto quello che di affascinante può offrire. In montagna ho imparato a riconoscere le erbe spontanee del territorio, che oltre ad essere curative sono anche mangerecce. Questo modo di raccogliere le erbe e utilizzarle in cucina si chiama Foraging.


La definizione più sincera e schietta, che assomiglia molto allo spirito di chi ci va davvero nei boschi e nei prati, è “andare per erbe”. Se si vuole usare invece un linguaggio forbito, con il termine foraging si indica la pratica di raccogliere, senza danneggiare la natura, il cibo che cresce spontaneo nei boschi di montagna, nelle foreste, tra prati e campi, nelle acque dei laghi, lungo gli argini dei fiumi e nelle lagune. Non solo erbe, quindi, ma bacche, frutti, foglie, radici e cortecce commestibili, muschi e licheni, alghe e piante acquatiche.

Insomma la mia vita è un grande bagaglio che si arricchisce sempre più ed è sempre pronto a partire per nuovi viaggi e avventure.

Grazie per essere arrivato fin qui!

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Se hai trovato interessante il racconto di Nicoletta, ti prego di condividerlo! Per il mio lavoro è molto importante un tuo feedback…e ti aspetto qui, nei commenti, e se vorrai scrivermi sai dove trovarmi!

A proposito, se vuoi seguire Nicoletta e la sua casetta ecco dove trovarla:
https://www.instagram.com/la_casetta_di_nicoletta/
https://www.facebook.com/lacasettadinicoletta/

A presto…tra queste pagine…Gio’

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