Stati Uniti e Canada / New York City

New York City / la prima tappa del mio viaggio in USA e Canada

Il mio viaggio parte da New York…ed è un ritorno…
A distanza di un anno dalla nostra prima volta (gallery USA 2018), un’idea mi passa per la testa e si fa sempre più chiara come quella luce che ci abbaglia appena usciti dalla metropolitana -proprio lì all’incrocio tra la “Seventh Ave” e la “West 32nd Street”- e cioè che New York è e sarà sempre per me quel posto in cui sentirmi bene con me stessa, libera, piena, viva e con una leggera vena di malinconia nello sguardo, come fosse un ritorno a casa…
Mi sento a mio agio, la ricordo, mi è familiare, non sono ancora nella dimensione del viaggio, perché New York è il mio punto di partenza, e non solo di questo viaggio… New York ha la dimensione del raccordo e della svolta, è una delle partenze e uno dei ritorni, il posto in cui ritrovarsi ma anche perdersi…è la città che ho dentro, da sempre, e tornerò qui a viverla ogni volta che potrò…
E ogni volta vi racconterò qualcosa che prenderò e che mi darà nuova linfa per la creatività, l’ispirazione, la fantasia, un nuovo colore.
E un pezzetto per volta, la porterò con me, nella mia vita di ogni giorno.
Quindi inizierò a raccontarvelo qui…e lo farò a modo mio…
Questa volta sono pronta a prendermi tutto quello che la città avrà da offrire in questi quasi 4 giorni…ma in maniera rilassata, curiosa, e – of course – mai da turista…
Ecco cosa prendo e porto a casa da New York City.

Day 1. Saturday: Williamsburg

Il vivace quartiere di Brooklyn al di là dell’East River, dove la creatività fa tendenza e definisce una propria identità.

Bedford Ave è l’arteria principale, tra N 10th e Metropolitan Ave: una nuova casa per lo stile giovane e brioso di New York, raggiungibile in una sola corsa di metro con la linea L che congiunge in modo quasi speculare Williamsburg al Village. I ritmi di vita, durante il giorno, si fanno più calmi e rilassati rispetto alla vicina Manhattan. E la notte qui è degli Hipster. Un mix di culture che originano una diversità unica ma ben amalgamata, figlia pur sempre di una metropoli dalle tante anime…
Mercatini del vintage, negozi di design industriale e di anticaglie, birrerie storiche e casette basse con scale antincendio e dai colori acidi e sgargianti, street art e street food, biciclette lasciate ad ogni angolo, tra botteghe del caffè e barbieri che servono caffè, un territorio urbano che accoglie gallerie di artisti emergenti alla ricerca del proprio “posto” nel mondo e locali affollati di musicisti e giovani band che tentano la fortuna: se c’è un posto a New York che sintetizza tutto questo, è sicuramente Williamsburg.

Smorgasburg

C’è un must del sabato a Williamsburg che raccoglie i food lovers provenienti da ogni angolo della grande mela e si chiama Smorgasburg (11-18 sab e dom). È un mercato del cibo, la mecca degli appassionati in cerca di delizie per tutti i gusti: dalla carne al pesce, dalla frutta al caffè, dalla birra al frullato di pura frutta. Tutto quello che puoi desiderare è a portata di mano in un unico posto. Il lungofiume dell’East River State Park  il sabato e la domenica, invece, tutto il mercato si sposta a Prospect Park, almeno al momento del nostro viaggio, cioè in agosto.
E ovviamente noi non potevamo di certo perderci il food market più interessante di Brooklyn!

Dall’East River a Wall Street… il passo è breve!

Dall’East River State Park si prende il traghetto che porta a Manhattan. 

Il traghetto è conveniente – $2.75 per corsa– ed è molto gradevole soprattutto se sei fuori durante la traversata e puoi godere della vista sullo skyline … e così, in un attimo siamo dall’altra parte del fiume: nel cuore del Financial District, la mitica Wall Street
Impossibile non rivedere davanti agli occhi le centinaia di scene dei film…tutta una vita di fotogrammi che rivivi e sei proprio lì, nel cuore pulsante della più dinamica ed iconica zona di Lower Manhattan.
E poi c’è Tiffany, che ti ricorda la versione cinematografica del bestseller di Truman Capote…proprio in quella strada dove Audry si rispecchia nella vetrina del lussuoso negozio di gioielli…beh, io penso anche a Holly Golightly nel libro…ma questa è un’altra storia…
Siamo proprio qui ed alzo lo sguardo al cielo: i grattacieli di Wall Street sovrastano i passanti, tutti di corsa verso qualcosa di importante…si, perché qui a Manhattan tutti sembrano avere grandi obiettivi…

“Lascia il segno a New York e sarai un uomo”, almeno così pensava Mark Twain

National September 11 Memorial – World Trade Center

Poco dopo siamo nei pressi del Memorial –World Trade Center. Qui c’è una fortissima energia. Smetto quasi di respirare. Si accappona la pelle. Questo posto è commovente. La memoria di quello che è stato è ingombrante, come il peso di quella tragedia. Un fardello per l’umanità. E questo luogo dove tutto scorre e sembra non avere un fondo, è lì con il suo vuoto imponente e incolmabile, a ricordartelo.

La nostra giornata si conclude con un’esperienza meravigliosa: un tour in barca a vela a Manhattan (ma questo ve lo racconto in un post dedicato…con tante foto di un tramonto che non potrò mai dimenticare…clicca qui per saperne di più).

⤻ i consigli di gio’:

  • proprio nei pressi del WTC c’è un grande centro commerciale. Andateci soprattutto per vedere la struttura. Si tratta del famosissimo Oculus di Calatrava. L’architettura contemporanea progettata e firmata dallo spagnolo Santiago Calatrava ha un impatto anche dall’esterno che non lascia indifferenti…una colomba che sta per spiccare il volo al posto delle macerie lasciate dall’enorme tragedia di quell’11 settembre del 2001.
  • A parte questa incredibile opera architettonica che ospita un immenso centro commerciale ci imbattiamo per caso in un altro shopping center...io ero alla ricerca di un cappello e sono uscita con 3 paia di scarpe…mi sono trattenuta giusto per mancanza di spazio in valigia…però è una tappa da fare per gli amanti dei brand di lusso a prezzi scontatissimi (qui puoi trovare davvero di tutto ma le scarpe sono al secondo piano, in fondo: Guess, Gucci, etc etc a 15/20 dollari…ma devi cercare il numero, e forse è stato un bene non averlo sempre trovato…!).

Day 2. Sunday: Brooklyn/ Coney Island e Brighton Beach 

Usciti di casa ci incamminiamo verso il centro di Williamsburg per la colazione: ci fermiamo da The Butcher’s Daughter.

Il nostro Bus 24 è proprio davanti al posto della colazione (per i bus è sempre valida la metrocard e questa a proposito è ricaricabile): la nostra fermata è Dumbo, storico quartiere di Brooklyn famoso per i suoi grandi magazzini – acronimo che sta per “Down Under the Manhattan Bridge Overpass”- che affaccia direttamente sul fiume, e un tempo più conosciuto per la vocazione industriale, oggi è una zona molto chic e alla moda, piena di condomini lussuosi, gallerie d’arte e spazi dedicati al design. Attraversiamo il quartiere a piedi verso il Brooklyn Bridge Park e saliamo sulla bellissima Promenade. Da qui la vista dello skyline di Lower Manhattan e con la statua della libertà sul fondo è impagabile.
I parchi sono fondamentali anche qui a Brooklyn. Spazi verdi che danno ossigeno al corpo e alla mente. Panchine ad ogni passo e luoghi pensati per il relax, con bagni pubblici e acqua potabile: insomma i parchi sono progettati a misura di cittadino con tutti i servizi necessari per farti vivere il luogo, la natura e la città e sentirti sempre a tuo agio…

Dalla Promenade ci dirigiamo verso il Brooklyn Heights, il quartiere residenziale tipico di questa zona e di certo il più iconico e antico di Brooklyn, con le sue dimore storiche in brownstone– come la casa dello stesso Truman Capote- così tipiche di questa zona e le lussuose case in stile neogotico vittoriano, romanico, rinascimentale, etc…da non perdere se si è da queste parti anche l’edificio della Brooklyn Historical Society.

Una passeggiata lungo tutto il quartiere ci prende un’ora e passa…e una volta qui non abbiate fretta, non state a guadare sulle vostre cartine e sugli itinerari, alla ricerca delle strade e delle dimore più interessanti, perché tanto le troverete. Il modo migliore per vivere a pieno l’atmosfera elegante e piena di fascino di cui è dotato questo quartiere è passeggiare, perdersi, camminare lungo i viali ombreggiati, costeggiati dai filari di alberi, guardandosi intorno…e darsi il tempo per assorbire quel carattere speciale che identifica il Brooklyn Heights.

Da qui prendiamo la metro: la nostra tappa per il pranzo della domenica è ancora Smorgasburg! Questa volta a Prospect Park.
Stessi stand solo più tavoli da picnic e più spazio. Questa volta possiamo portarci anche la birra al tavolo e poter sorseggiare comodamente la nostra IPA freschissima insieme ai panini farciti con confit di anatra…

Una passeggiata dopo il pranzo è d’obbligo, soprattutto se sei a Prospect Park.
Il fratello minore del più famoso Central Park che occupa una grande parte di Manhattan si trova a sud del borough di Brooklyn ed è stato progettato dagli stessi architetti, Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, per dar vita ad uno spazio di 237 ettari di ambiente naturale unico nel suo genere.
Tuttavia il mio primo amore resta ancora Central Park: incomparabile da tutti i punti di vista (clicca qui se vuoi vedere le foto nella mia gallery America 2018)…

La nostra domenica pomeriggio a Brooklyn si conclude con una visita a Coney Island, una breve sosta allo storico Luna Park e poi la passeggiata lungo la passerella di Brighton Beach.

Certo il Luna Park non è più quello di una volta ma resta un luogo iconico: con la sua giostra leggendaria -che avremo visto in centinaia di film- il Cyclone (un ottovolante in legno con una discesa vertiginosa quasi verticale e i suoi quasi 100 km orari di velocità), o la sua ruota panoramica che ha riempito le pellicole di generazioni di registi: la Deno’s Wonder Wheel degli anni Venti è di sicuro il modo più suggestivo di godersi la vista di Coney Island. E poi c’è l’hot dog di Nathan’s Famous: si dice che l’hot dog sia stato inventato proprio a Coney Island nel 1867…da provare, come la birra di Ruby’s, altro must di Coney Island…
E infatti, proprio mentre piove, noi ne approfittiamo per sorseggiare una birra fresca di Ruby’s (il clima è piuttosto afoso…).
A parte questo, tutto il quartiere di Brighton Beach -che come Coney Island ha una Boardwalk in legno che attraversa la spiaggia- non ha nulla di particolare e anzi è piuttosto degradata, soprattutto a ridosso dei binari della metropolitana sopraelevata…comunque noi non ci eravamo ancora spinti fin qui, quindi ben venga questa oretta in metro per arrivarci, tanto più che fuori il tempo è afoso e piove. Ma ahimè le spiagge non sono quelle californiane e nemmeno i servizi. Il modo di vivere lo spazio e il contatto con la natura e l’oceano è molto diverso. Tuttavia se anche per voi è la seconda o terza volta, o se si tratta in generale di un ritorno, andateci…perché è un luogo da vedere. E anzi vi dirò di più: la prossima volta ci spingeremo oltre, in un posto che ci è stato consigliato proprio alla fine del nostro viaggio da un italiano che ormai vive a New York da cinque anni ed ha avuto modo di girarla bene (a proposito, grazie Alessandro!). Non vi dirò dove…lo scoprirete al nostro prossimo viaggio a NYC.

Per la cena ritorniamo a Manhattan: un’ora di metro e siamo sulla 14th St.: ci fermiamo al Coppelia. Il suo più grande punto di forza? Open 24/7!

Day 3. Monday: New York, New York!

“Datemi uno spettacolo del genere – datemi le strade di Manhattan!”
– Walt Whitman –

Il terzo giorno lo passiamo interamente in quella che per tutti è New York City: Manhattan.
Dall’East River State Park di Williamsburg (che non mi stancherò mai di dire quanto è bello, rilassante, e con una vista stupenda su Manhattan…) prendiamo il traghetto che a noi piace tanto (2,75$ per ticket/corsa) e con il tempo anche leggermente più fresco è un giro in barca piacevolissimo!
Questa volta la nostra fermata è la East 34th St. a Midtown.

Ecco le nostre tappe:

Bryant Park for lunch!

La birra è eccezionale e anche la mia Caesar Salad e il Turkey Sandwich di Mario. A Bryant Park c’è anche il Wi-Fi libero, così ne approfittiamo per collegarci e mandare un po’ di foto e messaggi a familiari e amici…ma anche per un post veloce su Instagram. E poi questo è uno dei nostri parchi preferiti di New York, con la sua atmosfera rilassata e tutto quello che serve a portata di mano: un’oasi verde tra i grattacieli di Midtown…
Sfruttiamo questo tempo di “pausa” per leggere la guida Lonely Planet e, naturalmente, i miei immancabili articoli di blog su Pinterest.

New York Public Library

Una tappa obbligata per me a Midtown. Sono tanti i perché (e chi mi conosce sa anche del mio amore per la memoria, gli archivi, le biblioteche, etc etc…) ma uno più di tutti, e cioè scattare la stessa foto dello scorso anno, solo che quest’anno lo avrei fatto con una vera macchina fotografica…
L’anno scorso l’ho studiata bene e ho scattato con il mio iPhone finché non ho ottenuto quella foto: la folla di passanti, gli ombrelli per il sole e la pioggia, i grattacieli sullo sfondo, i taxi gialli, tutta la vita dietro quell’unica gigantesca finestra: eccola #mywindow
E ora Mario ha la sua performante camera con sé, quindi siamo tornati apposta per quello scatto. Questa volta la stamperemo e la appenderemo in casa. Oppure torneremo ancora, fino a quando non verrà come la immaginiamo…
Ricordatevene, perché prima o poi poi ve la mostrerò…

Per le strade di Midtown, il cuore iperattivo di Manhattan.

Midtown è tante cose insieme in un unico corpo, vivo e smanioso. Midtown è frenetica, innovativa e accecante. Midtown è architettura contemporanea, centri culturali di avanguardia, arte sfrontata, correnti sperimentali, musei di arte contemporanea, locali notturni, gente che corre di giorno e che vive una vita sfrenata di notte, cocktail bar e dive bar, diner con la cucina più internazionale al mondo e chef stellati che fondono i sapori più distanti in un unico piatto.

Midtown è un concentrato di icone di stile, arte, architettura e design: le luci di Broadway, l’art deco del Chrysler Building, il palazzo dell’ONU, la Grand Central Station con la sua architettura beaux arts, il FIT per la moda e il design, il MOMA per l’arte contemporanea, la Morgan Library & Museum per le collezioni di manoscritti rari e la NYPL – “la biblioteca delle biblioteche”- anche solo per i suoi interni, il Tiffany & Co per i gioielli di lusso, il Plaza Hotel, l’Empire State Building, il Flatiron Building e il Rockfeller Center con il suo “Top of the Rock” per la vista dello skyline più emozionante di tutte… e poi c’è lo shopping più famoso al mondo: quello sulla Fifth Ave e la Madison Ave…

Rilassati e senza fretta continuiamo a girare. Ed eccoci a Times Square: impossibile non fermarsi a fotografare la velocità, gli stimoli, il bombardamento pubblicitario, la concentrazione di immagini, messaggi, persone, i colori cangianti, le luci pulsanti, i taxi gialli, il pullulare vibrante della piazza più famosa della Grande Mela.
L’incrocio per eccellenza, quello tra Broadway e la Seventh Ave, è conosciuto come “l’incrocio del mondo”, perché riassume in una sola strada tutto ciò che di più fotografato e di più visto vi è a New York City.

Ecco a voi il Time Square-effect!

Nel Village, per una storica bottega di caffè…

In orario ormai da happy hour arriviamo nel Village. Anche questa volta penso a quanto sarebbe bello vivere qui…
Vicoli, stradine, caffè, wine bar, botteghe vintage, case di browstone, alberi che costeggiano i vialetti…lo storico “villaggio” di New York è un posto denso di fascino… Il nostro obiettivo ora è quello di cercare la stessa bottega di caffè dello scorso anno (scoperta grazie ad un amico di New York che ha vissuto nel village per tanti anni): McNulty’s – indirizzo: 109 Christopher St, New York, NY 10014, Stati Uniti.
State pur certi che la prossima volta vi porterò qui con me, e questa storica bottega – nata nel 1865- diventerà anche per voi “il posto”.
Intanto leggete questo articolo del New York Times.

Suggerisco il loro blend.
Compriamo un pacco grande di Marianne’s, un blend di Ethiopian Mocha, Colombian Supremo e French Mexican, insieme ad una confezione di chicchi di caffè ricoperti di cioccolato nero fondente, da mangiare in viaggio, ogni tanto, camminando, in macchina, e perfetti per accompagnare il caffè la mattina prima di uscire, nelle varie case- airbnb- che prenderemo in questo viaggio tra Stati Uniti e Canada.

On the Rooftop!

Il nostro terzo giorno a Manhattan si conclude con un rooftop bar di Midtown. Torniamo sulla 42st…e ci dirigiamo verso il nostro rooftop per un drink.
Attraversiamo di nuovo Bryant Park che per la serata si è riempito di gente. Tutti sul prato per guardare il film proiettato sul mega schermo. D’estate è così…
E poi vi sono stand con offerte gastronomiche per trascorrere la serata all’aperto…

Noi andiamo al Pod 39.
Atmosfera easy-casual, clientela giovane e rilassata. La scelta dei cocktail però non ci convince, anche se saranno buonissimi non trovo quello che cercavo e io sono molto esigente…però prendiamo una birra davvero buonissima. E non è scontato!
Il prezzo? Non è giusto…di più!
Ottima scelta!

Tags:
, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
1 Comment
  • Teresa Mori
    Posted at 11:50h, 17 Febbraio Rispondi

    Magico…

Post A Comment